Manipolazione nel marketing dei fattori emotivi
Scritto da Mamilu, il 2005-11-26, archiviato in web marketingCredo che i fattori
emotivi siano la prima fonte di persuasione nelle
operazioni di marketing.
Il consumatore acquista un prodotto perchè è
spinto da un bisogno, reale o indotto e per canalizzare i bisogni
reali o indurre detti bisogni possono essere manipolati i fattori emotivi.
Per porre in essere un'operazione di questo genere, devono essere
identificati i settori d'intervento e quindi studiata statisticamente la
composizione sociologica, valutandone le percentuali di persone che possono
essere recettive ai diversi messaggi e perchè.
Secondo lo Standford
Research Institute (ma anche Eurisko riporta dati simili) l'80% della
popolazione è eterodiretta, non è cioè in grado di
decidere da sè, subendo passivamente l'influenza dei mass media, delle
pubblicità, delle mode ecc.
E' dunque indotta alla scelta da fattori
esterni.
Essere in grado di comprendere detti fattori e saperli manipolare significa
conquistare quel particolare mercato.
Spero perdonerete
l'esempio professionale sul settore Viaggi-Turismo, ma facilmente adattabile ad
ogni altro settore.
Il Viaggiatore è colui che pagando
di persona in disagi e rischi accrese la sua apertura mentale confrontando i
suoi limiti di conoscenza con altre culture ed abitudini e ricevendo da ciò
maturazione, accrescimento culturale, apertura mentale ed esperienza.
Essi, i Viaggiatori, fanno parte di quel 20%
degli utenti autodiretti che sanno cioè riconoscere i
propri bisogni e scelgono come appagarli autonomamente; tendenzialmente quindi
sanno scegliere da sè i propri viaggi ed itinerari e non si lasciano convincere
da facili ed ammiccanti offerte, dai sorrisi delle commesse o dei cartelloni
pubblicitari.
Il restante 80% degli Utenti, oltre a non
essere in grado di ben interpretare i propri bisogni e quindi di scegliere
offerte diverse, non sopporta i disagi ed i rischi di nuove ed incontrollate
situazioni, non sopporta di cambiare abitudini e mal sopporta anche l'idea di
dover rivedere o mettere in discussioni verità e costumi, valori ed opinioni che
ritiene comodamente certi ed assodati. E' quindi un NON
Viaggiatore .
Quel 80% di fronte al
viaggio è traumatizzato dal cambiamento, dal nuovo, dall'inconsueto,
dal diverso e dal non conosciuto.
Ma è un'ampia fascia di Utenti. E quindi allettante.
Gli
Operatori hanno dunque creato con l'uso sapiente dei media il mito del viaggio e nella vacanza esotica uno
status simbol che propio quel 80% è incapace di evitare; chi compie quell'azione
(il viaggio esotico) ha cioè un riconoscimento dall'ambiente che lo circonda
(amici, famiglia e lavoro) che porta l'utente a
poter vantare l'esperienza acquisita.
Ma ciò che teme e che lo
allontana dal viaggio esotico sono propio le incognite di quella
esperienza.
Gli Operatori quindi, dopo avere creato il
bisogno di un Viaggio Esotico con massicce campagne
promozionali ormai planetarie, hanno raffinato la tecnica dell'offrire il
NON Viaggio a NON Viaggiatori.
Immagini capaci di suscitare emozioni e sogni [che conosciamo tutti
bene] avvicinano e rassicurano l'Utente NON Viaggiatore al quale però
viene offerto immediatamente il NON Viaggio , un luogo sì esotico, ma
completamente isolato dall'esotico ambiente circostante (nel quale difficilmente
l'Utente si azzarderà ad entrare), una sorta di prigione d'oro dove potrà
mangiare gli stessi cibi, parlare la stessa lingua, continuare a coltivare le
stesse abitudini di casa insomma, senza cambiamenti nè traumi, ma potendo poi
vantare l'esperienza esotica.
Addirittura si è arrivati ad
organizzare NON partenze (onde evitare anche il noto
panico da partenza) dove si danno all'Utente indicazioni
chiarissime sul cosa mettere o non mettere in valigia, la quale valigia viene
prelevata a casa dell'Utente che si ritroverà direttamente nella camera del
Villaggio.
E' evidente che a quel tipo d'Utente, ammaestrato sino a quel
punto e rinchiuso nel Villaggio "tutto compreso" ma circondato da quell'esotismo
sentito così diverso e quindi ostile (del quale però poi potrà vantarsi al
ritorno), sarà poi molto facile vendere e propinare di tutto, dai gadged ai
servizi più incredibili quanto "artificiali", di facciata (e costosi).
Ovviamente, al dilà dell'esempio viaggi, tutti noi ogni giorno, dobbiamo
fare i conti con il cartellone pubblicitario, la commessa sorridente di turno o con l'ennesima faccina ammiccante dal web, che ci spiega che è propio di quel prodotto che abbiamo bisogno, se felici e
realizzati vogliamo sentirci.
Viene poi da sè il chiedersi da che parte
stiamo della barricata, in quel 80% o di là ?
Ecco quì un breve cenno riassuntivo tratto dall'Istituto di
Ricerca Standard Research Institute, [ma anche Eurisko traccia lineamenti molto
simili] e riferito sempre al settore Viaggi-vacanza. Mi sembra però facilmente
adattabile e di facile proiezione su qualsiasi
settore.
1.I Sopravvissuti. Sono gli individui che
lottano per sopravvivere e cercano di soddisfare i bisogni più immediati. La
loro vita si caratterizza da un atteggiamento rassegnato; sono persone malate,
anziane, depresse, che si muovono poco di casa; sono grandi consumatori di
televisione, medicine e vendite dirette. Anche in loro tuttavia si può trovare
un interesse per particolari prodotti turistici, come i pellegrinaggi e le
escursioni durante le quali vengono venduti prodotti per la casa [ :( ].
Quantitativamente sono considerati il 20% dei Consumatori.
2. I
Dipendenti. Faticano nella loro vita quotidiana ma hanno un
atteggiamento positivo, improntato alla speranza; sono il 35% circa dei
Consumatori, sono persone che dividono il loro tempo fra lavoro e famiglia e
trovano poco spazio da dedicare ad altri interessi. Sono i consumatori dei beni
più diffusi ed alimentano il turismo di massa.
3. I
Competitivi. Sono circa il 10% dei Consumatori e si caratterizzano per
la loro voglia di migliorare la loro posizione sociale anche facendo uso di
Status Symbol. Sono grandi consumatori di beni ed anche di viaggi appariscenti
(Maldive, Caraibi, Seychelles ecc.). Sono ottimi clienti per gli Operatori
Turistici (ma anche per qualsiasi venditore di beni appariscenti e simbolo [auto
di grossa cilindrata, orologi firmati ecc.] perchè disposti a spendere molto per
prodotti che sono in grado di stimolare la loro vanità.
4. Gli
Sperimentatori. Circa il 5% dei Consumatori, sono persone curiose, che
amano le novità e le cose fuori dal normale. Nel settore turistico sono
consumatori di viaggi raffinati o avventura, di qualità e comunque non di massa.
5. I Socialmente Impegnati. Circa il 5%, sono una
categoria che và riducendosi. Andavano a Cuba, India e Cina negli anni 70 ed
ora, consumatori di prodotti naturali e viaggi impegnativi scelgono Africa,
America del sud ed ancora Cina.
6. Gli Integrati. Il
2% sono persone di alto reddito che difficilmente acquistano i normali prodotti,
anche turistici, per via di barche, aerei e ville proprie.
7.
Gli Spettatori. Il 10% sono giovani che hanno abitudini
semplici, reddito modesto e passano il tempo libero prevalentemente in gruppo
(fast food, bar e disco). Facili prede del consumismo più esasperato, acquistano
viaggi brevi. (trasferte in pullman per partite di calcio, weekend a Rimini
ecc.)
8. Gli Studenti. Il 13% sono i teenager che sono
diventati tramite le scuole e le famiglie anche grossi acquirenti di viaggi,
(lingue, corsi e gite scuola).
Questa suddivisione è riferita al
turismo, ma è facilmente adattabile a qualsiasi settore, che le percentuali
della suddivisione degli utenti non variano e dunque esiste la possibilità di
sviluppare e scavare particolareggiando senza limiti, aldilà del turismo e
generalizzando sul Marketing
spicciolo, e sempre ben applicabile al web-marketing.
...della serie,
dimmi dove sei stato in vacanza ( o che prodotto hai comprato) e ti dirò chi
sei, e quindi saprò meglio venderti (leggi convincerti a comprare) i miei
prodotti.
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